I volontari del Web che riparano gratis prodotti tecnologici contro l’obsolescenza programmata

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Una volta c’erano i cosiddetti ‘aggiustatutto’, oggi ci sono i Restarter che si danno appuntamento sui social per combattere lo spreco, l’obsolescenza programmata e il consumismo. Cosa fanno? Riparano qualsiasi tipo di prodotto tecnologico.

Il riciclo non è più un tabù e sono tante le community nate proprio a sostegno dell’ambiente, ma anche del proprio portafoglio. Parliamo spesso di oggetti che possono avere una nuova vita, a volte vengono letteralmente trasformati, altre come in questo caso riparati.

In pratica i Restarter creano un’inversione di tendenza, ovvero quella di dare consigli, idee, suggerimenti su come riparare un oggetto elettronico o elettrico. La convinzione è  che ogni cosa si può riparare, senza la necessità di comprarne subito un’altra.

Ma attenzione qui non c’è proprio nulla di improvvisato perché i Restarter sono ormai una realtà consolidata a Milano, Torino, Firenze, Aosta e Langhe-Roero, in provincia di Cuneo. L’obiettivo è quello di espandersi sempre più, seguendo la scia degli altri otto Paesi europei.

Dalla lavatrice fino al cellulare, dal phon fino alla macchina del caffè. Non c’è mistero per i Restarter che si danno appuntamento su Facebook ed organizzano dei Restart party o Restart cafè, dove tutto è gratuito e volontario.

Durante questi incontri si può portare il proprio oggetto guasto e si tenta in tutti i modi di sistemarlo. L’idea è di Ugo Vallauri e Janet Gunter, un italiano e una anglo-americana esperti di comunicazione. Dopo aver lavorato diversi anni nel mondo della cooperazione, fondano nel 2012 Restart Project con l’obiettivo di incoraggiare le persone a riparare e riutilizzare accessori rotti  (LEGO: IN ARRIVO I NUOVI ELEMENTI IN PLASTICA 100% VEGETALE).

Dominella Trunfio

https://www.greenme.it/consumare/riciclo-e-riuso/27735-restarter-italia

 

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